Sci e acque termali: Bormio d’inverno

Sciare fa bene al corpo e alla mente. E’ quanto rivela uno studio scientifico pubblicato dall’Università di Salisburgo. I test effettuati sulle persone prese in esame, infatti, hanno confermato che questo sport, se praticato con una certa regolarità, ha la capacità di influenzare in maniera positiva lo stato d’animo e i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e dell’Alzheimer. Non solo. Un soggiorno in montagna innesca un meccanismo di aumentata produzione di globuli rossi e di emoglobina, velocizzando il rinnovamento del sangue e migliorando il rifornimento di ossigeno nei tessuti. Inoltre, l’organismo brucia grassi, allena la resistenza e la coordinazione motoria. E questo è il periodo ideale per godere dei benefici di una vacanze sulla neve.

Bormio, insieme al ghiacciaio del Passo Stelvio e ai comuni limitrofi di Valdidentro, Valdisotto e Valfurva, conta 180 chilometri di piste di sci alpino e nordico, oltre a numerosi itinerari d’alpinismo e da percorrere con le ciaspole. Per vent’anni sede della discesa maschile di Coppa del Mondo e da dodici della Peak to Creek, una delle gare di sci alpino più lunghe al mondo – dalla Cima Bianca (3.012 m) a Bormio paese (1.225 m) per 8 km e 1.800 m di dislivello – “A Burmi, però, sono anche i Bagni”, per citare Leonardo da Vinci. L’artista, infatti, menzionò le acque termali locali nel Codice Atlantico (1493) quando, al seguito di Bianca Maria Sforza, moglie dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo, passò per la Valtellina.

Le acque e le terme di Bormio

In realtà erano già conosciute nell’antichità, come dimostra il ritrovamento di una stele votiva, probabilmente etrusca, raffigurante una divinità delle acque che tiene in mano un tridente sormontato da un pesce. Nei loro scritti, anche Plinio il Vecchio (I sec. a.C.) e Cassiodoro (VI sec. d.C.) danno testimonianza della presenza di sorgenti termali stupefacenti per il loro calore, tanto che nel periodo medioevale sorse uno xenodochio gestito da monaci, l’Hospitium Balneorum, che divenne con il tempo la prima struttura ricettiva legata al termalismo.

Se il Settecento vide una flessione della popolarità delle terme, nell’Ottocento ci fu il rilancio grazie alla costruzione della strada dello Stelvio (1820-1825), che rendeva più agevoli i collegamenti con il nord delle Alpi. Per l’occasione, i Bagni Vecchi furono ampliati e vennero realizzate nuove piscine con cascate d’acqua, i Bagni Imperiali e la Grotta Sudatoria di San Martino, struttura unica al mondo, che conduce a una delle sorgenti nel cuore della montagna. Ancora oggi il centro QC Terme Bagni Vecchi permette un tuffo nella storia, tra i Bagni Romani e i Bagni dell’Arciduchessa d’Austria, e nella natura incontaminata, grazie alla vasca panoramica all’aperto a picco sulla conca di Bormio. Una vera e propria fortezza del benessere incastonata nella roccia e circondata dal Parco Nazionale dello Stelvio.

Nel 1836, sull’onda della popolarità dei Bagni Vecchi, fu realizzato un nuovo albergo, il Grand Hotel Bagni Nuovi, restaurato e ampliato con percorso termale tra il 1992 e il 2003, sempre dal gruppo QC Terme. Oggi la struttura liberty, ideale per adulti alla ricerca di fascino, storia e qualità, si articola in quattro settori. 30 le proposte “en plein air”: dai Giardini di Venere, parco termale open air, alla Grotta disintossicante di Nettuno, dai Bagni rivitalizzanti di Giove ai Bagni rilassanti di Ercole. Da non perdere le Vasche di Saturno, due ampie piscine comunicanti caratterizzate dalla presenza di un camino sempre acceso e visibile sotto il filo dell’acqua, e la Baita di Lucina, una bio-sauna panoramica con musicoterapia, per un’azione rigenerante sulla pelle e un relax psico-fisico.

Bormio Terme, infine, è lo stabilimento che sorge nel cuore del paese, pensato per le famiglie e per tutti coloro che desiderano specifici trattamenti termali, come balneo-fangoterapici e cure inalatorie, all’interno di un reparto curativo e riabilitativo convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale. Una struttura adatta a ogni esigenza ed età, tra grandi piscine termali, interne ed esterne, lettini idromassaggio, getti per la cervicale, piscina natatoria semiolimpionica, acquascivolo di 60 m e vasche a profondità ridotta con giochi per bambini, alternate a spazi riservati agli adulti, come saune, bagni turchi e biosauna.

I benefici delle acque termali

Nove sono le sorgenti locali di acqua calda – Cinglaccia, Nibelunghi, Ostrogoti e Pliniana (tra i 1.280 e i 1.340 m), San Martino, Arciduchessa, Zampillo dei bambini, Cassiodora e San Carlo (tra i 1.370 e i 1.421 m) – tutte fonti localizzate in prossimità della frattura dello Zebrù, che segna il contatto geologico tra il substrato cristallino e le rocce sedimentarie. L’acqua che ne scaturisce ha un’escursione termica tra 32° e 43°C, con punte massime in inverno e minime in estate.

Il segreto delle acque sta nei depositi che si notano intorno alle sorgenti. Sono aggregamenti di sostanze minerali che generano molteplici proprietà benefiche: stimolano il funzionamento del metabolismo e del sistema circolatorio, oltre a depurare l’organismo dalle tossine. Il loro calore ha effetti miorilassanti e le riconosciute qualità reidratanti e rivitalizzanti aiutano a rinforzare le difese, mentre le microparticelle di fanghi naturali in sospensione attivano un delicato e costante effetto peeling che rigenera la pelle, rendendola liscia e vellutata. Non solo. Grazie al fatto di essere perfettamente inodori e insapori, queste acque termali sono particolarmente efficaci nel trattamento riabilitativo post-traumatico e nella gestione di infiammazioni dell’apparato respiratorio, di malattie di tipo reumatico e di disturbi dell’apparato digerente.

Il trenino rosso del Bernina

Da Tirano, a pochi chilometri da Bormio, parte il viaggio a bordo del Bernina Express, l’espresso più lento d’Europa, che da 429 mdlm arriva alle alte quote dell’Ospizio Bernina (2253 mdlm), per poi ridiscendere nella vallata del fiume Inn: l’alta Engadina e St. Moritz. Un percorso storico ed emozionante, caldo e riscaldato d’inverno (Bernina Lagalb e Diavolezza) – ci si può anche fermare per sciare, aperto d’estate con le carrozze cabrio e le vetrate a cupola.

Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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