Sabato fuori porta: Villa e collezione Panza

“Considero Villa Panza un luogo che rappresenta il cuore della cultura europea e al tempo stesso, grazie alla collezione Panza, l’unione tra l’Europa e l’America nella sua piena espressione.” (Wim Wenders). A Varese, ad appena un’oretta da Milano, si erge Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo, costruita alla metà del XVIII secolo per volontà del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata in epoca neoclassica dall’architetto Luigi Canonica, su incarico del duca Pompeo Litta Visconti Arese.

Circondata da un magnifico giardino all’italiana di 33mila metri quadrati, la villa è celebre nel mondo per la collezione d’arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni ’50. Dopo un periodo di abbandono, infatti, nel 1935 il complesso fu acquistato dal milanese Ernesto Panza di Biumo, padre di Giuseppe, che diede inizio a un’importante opera di ristrutturazione, affidandone il progetto a Piero Portaluppi. Nel 1996 Giuseppe Panza decise di donare al FAI l’intera proprietà, comprese le installazioni d’arte ambientale dei californiani James Turrel, Maria Nordman e Robert Irwin. Alcuni di questi lavori, in prevalenza interventi sullo spazio e sulla luce che tendevano a creare nuove situazioni percettive, furono progettati e realizzati permanentemente per Biumo dagli stessi artisti fra il 1973 e il 1976. Ampiamente rappresentato nell’ala delle scuderie e dei rustici anche il newyorkese Dan Flavin, di cui la collezione Panza vanta la più grande concentrazione di opere perennemente esposte.

Un bellissimo posto per passare un sabato d’autunno

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Villa e Collezione Panza

Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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