Primavera in Valpolicella, alla scoperta dei giardini in fiore

A pochi chilometri da Verona e dal lago di Garda si trova la Valpolicella, terra di vini e di cultura, tra castelli, chiese, ville e città d’arte. Ma anche di natura: se desiderate trascorrere un weekend fuori porta all’insegna del verde e della primavera, questa è la destinazione ideale. Tre, in particolare, sono le mete imperdibili: il Giardino Giusti dell’omonima villa; il Parco Sigurtà, uno dei parchi-giardino più variegati del mondo; infine, Borghetto sul Mincio, un delizioso paesino sulle acque del fiume.

L’itinerario

Una volta arrivati a Verona, per prima cosa dirigetevi a Palazzo Giusti, con il giardino tra i più belli del tardo Rinascimento, dove passeggiavano personaggi come Cosimo De’ Medici, Goethe e Mozart. Costruito insieme all’edificio alla fine del Cinquecento e abbellito negli anni, il giardino è “all’italiana” per via della sua composizione geometrica, simile ad altre oasi verdi in giro per Firenze, Fiesole e Roma. Con le sue numerose statue mitologiche nascoste tra i cipressi, le fontane, i marmi e le vasche muschiate per le ninfee, Giardino Giusti è un monumento nazionale e una cornice suggestiva per la storica dimora di Agostino Giusti, Cavaliere della Repubblica Veneta e Gentiluomo del Granduca di Toscana. 

A poca distanza, a Valeggio sul Mincio, si trova il magnifico Parco-Giardino Sigurtà, sviluppato su una superficie di 560000 mq. Il parco risale al 1407, quando ancora era una tenuta agricola, acquistata in quell’anno dalla famiglia Sigurtà. Nel 1800 venne trasformato in un romantico giardino all’inglese, per essere poi ampliato e arricchito dopo la Seconda guerra mondiale, anche attraverso un grande labirinto su una superficie di ben 2500 mq. Al centro del dedalo sorge una torre, ispirata a quella del parco di Bois de Boulogne di Parigi, da cui si gode della vista di tutte le attrazioni naturali del giardino. Il parco è visitabile a piedi, in bici oppure a bordo del trenino e dello shuttle elettrico, che trasporta i visitatori alla scoperta dell’Itinerario degli Incanti, lungo ben 6 km. Troverete una grande varietà di fiori, tra tulipani (un milione di 300 varietà), iris, rose (30000), ninfee e aster; poi la grande quercia di 380 anni, una meridiana, un eremo, ben 18 laghetti con pesci tropicali, giardini acquatici, la Pietra della Giovinezza con le parole del poeta americano Samuel Ullman e una zona con 40 diversi tipi di piante officinali. Senza dimenticare il Grande Tappeto Erboso, la distesa verde più vasta del parco, che con i suoi laghetti fioriti circondati da salici piangenti offre un panorama davvero romantico. E non manca nemmeno la fattoria didattica.

Borghetto sul Mincio, infine, è una piccola frazione di Valeggio costruita sull’acqua, dove la mano dell’uomo si è conciliata con la natura senza violarla minimamente. Nelle acque del fiume, tra anse e canneti, si trovano numerose specie di uccelli, tra cui molti cigni, mentre proprio accanto al paese risuona una piccola cascata. Visitate il borgo al calar del sole, per ammirare il tramonto sul fiume Mincio: con i suoi tre antichi mulini, questo pugno di case offre scorci estremamente suggestivi e poetici.

Oltre ad essere un’attrazione paesaggistica, però, Borghetto sul Mincio è anche un luogo ricco di storia: abitato fin dal IX secolo a.C., essendo un passaggio acqueo importante e una zona di confine spesso contesa tra gli eserciti durante le epoche napoleoniche e risorgimentali, ha molto da raccontare. Ne è un esempio il ponte Visconteo, una diga fortificata eretta nel 1393 dalla nobile famiglia milanese. Mentre il Castello Scaligero (dalla famiglia della Scala, Signori di Verona) ancora oggi veglia sulla valle dalla cima della collina.

Cosa mangiare

Se tra scorci in mezzo alla natura e approfondimenti storici è arrivata l’ora di cena e vi è venuto un languorino, fermatevi ad assaggiare il piatto del borgo, i tortellini “nodo d’amore”, speciali se preparati con burro e salvia, ma ottimi anche in brodo. Il nome è dovuto al fatto che la forma dei tortellini ricorda il nodo di un fazzoletto di seta intrecciato da due amanti prima di gettarsi nel Mincio. Per secondo, d’obbligo è il pesce: luccio in salsa, trota e anguilla sapranno deliziare il vostro palato, accompagnati da vini Doc della zona, il Bianco di Custoza e il Bardolino.

Dove dormire

Una posizione strategica è occupata da Villa del Quar, un’antica villa patrizia risalente al XVI secolo, oggi hotel a cinque stelle, a una manciata di minuti in auto da Verona. Con la sua architettura in stile neoclassico e gli arredi eleganti, sarà la cornice perfetta per dare un tocco di raffinatezza al vostro soggiorno. 25 camere, tra doppie e suites, l’ottimo ristorante Arquade, piscina all’aperto e un’antica cantina dove fare degustazioni, vi aspettano per coronare il vostro weekend in Valpolicella. La perla nascosta è costituita dal grande vigneto da cui viene prodotto il vino Satyrus, un insieme di uva corvina, corvinone, rondinella, merlot e cabernet.

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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