Matite, pastelli e penne. E non solo. Ecco la storia di Caran d’Ache

Soprattutto oggi carta e penna sono strumenti essenziali per il proliferare delle idee, un filo diretto tra pensiero e progetto. Infatti, è scientificamente dimostrato come l’uso della penna stimoli le capacità cerebrali più della tastiera: scrivere, disegnare e scarabocchiare, in poche parole, fa bene. Da oltre un secolo Caran d’Ache è custode di quest’arte che richiede tempo, precisione e attenzione.

La storia

Probabilmente in molti conosceranno il marchio per via delle matite colorate e dei pastelli che affollavano gli astucci. Fondata a Ginevra nel 1915, Caran d’Ache fu la prima a introdurre Prismalo, la matita colorata con mina acquarellabile, una novità che riscosse un grandissimo successo tra grandi e piccoli, e gli storici Fixpencil, Ecridor e 849, prodotti per artisti professionisti della migliore qualità. Il nome stesso dell’azienda suggerisce questa liaison: il fondatore, Arnold Schweitzer, lo scelse in onore di Emmanuel Poiré, celebre caricaturista francese della Belle Époque che si firmava con lo pseudonimo Caran d’Ache, trascrizione fonetica francese della parola russa “karandash”, matita.

Quando nacque, Caran d’Ache (al tempo Fabrique Genevoise de Crayons) era specializzata in matite di grafite. Per tutti gli anni ‘20, il simbolo della sua produzione fu il Technograph, un prodotto realizzato con legno di cedro e rifiniture dorate. Il successo ottenuto portò il marchio a espandersi nel mercato del colore, di cui ben presto conquistò la leadership. Poi fu la volta della scrittura: nel 1929 venne alla luce Fixpencil, il primo portamine con meccanismo brevettato di serraggio a pinza, realizzato interamente in metallo. Ideato dall’ingegnere Carl Schmid, in un’epoca in cui la fornitura di legno di cedro era sempre più problematica, rappresentò un’innovativa soluzione per utilizzare direttamente le mine in modo semplice ed efficace, un successo che venne apprezzato e adottato da architetti e designer di tutto il mondo. Negli anni ‘50 si aggiunsero Ecridor, linea di penne a sfera, e 849, che richiamava la forma esagonale delle matite (resa nota da Faber-Castell).

Oggi Caran d’Ache offre matite colorate e di grafite, pastelli, pennarelli, colori per pittura, penne stilografiche e a sfera, e collezioni e cofanetti regalo di ogni tipo. Sostiene, inoltre, giovani artisti e designer, musei e istituzioni culturali, e finanzia progetti per l’istruzione nei paesi più svantaggiati. Infine, fa parte del network internazionale di vignettisti Cartooning for Peace, che lotta attraverso l’ironia per il rispetto della libertà e delle culture.

Le edizioni limitate

Caran d’Ache propone con regolarità affascinanti edizioni limitate, come quella del Fixpencil dedicata all’architetto svizzero Mario Botta, che da sempre lo utilizza per i suoi schizzi e progetti. Lo strumento è decorato con motivi a mattoncino bianchi e neri ed è arricchito da un packaging cilindrico dall’aspetto architettonico. Ancora, tra i pezzi sviluppati di recente, c’è Astrograph, realizzata in collaborazione con il laboratorio di orologeria MB&F, che vede la penna assumere le sembianze di un razzo spaziale: un gioiello di ingegneria accompagnato da un astronauta in miniatura per rendere la missione ancora più emozionante. Una missione al servizio dell’intelligenza e della creatività umana, un’esortazione a esprimere il meglio che c’è in noi.

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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