Louis Vuitton Time Capsule. La mostra a Milano fino al 20 ottobre

Basta varcare la soglia di Time Capsule, la mostra di Louis Vuitton in piazzetta Reale, a Milano (ingresso libero), per respirare il savoir faire della maison. Dal 1854 a oggi. Perché il percorso si apre proprio con l’incontro con alcuni artigiani francesi, che, dal vivo, operano, sapienti, sulla pelle. Tolto lo sguardo dalle loro mani, la maison ci accompagna nei momenti più vivi della sua storia: le invenzioni, il viaggio, l’arte di custodire oggetti e le icone.

Parlando di invenzioni, alla tela Trianon Grey del 1854 seguì una tela a righe, disponibile nel 1872 nei toni del rosso e marrone, poi beige e marrone. La tela Damier, creata nel 1888, precedette di otto anni l’iconica tela Monogram, che giustappone motivi floreali, forme geometriche e le iniziali “LV”. Dopo aver sviluppato e perfezionato il baule piatto, la Vuitton ha continuato ad arricchire il suo vocabolario di volumi e funzioni. Bauli-armadio, bauli per la posta, bauli-secretaire, bauli per cappelli, bauli corti e alti, così come il baule “Ideale” a doppio ripiano, confermano la reputazione di Louis, che “racchiude in modo sicuro gli oggetti più fragili” con una “specializzazione in imballaggi per la moda”. Non a caso, il fondatore iniziò la sua carriera in qualità di esperto “imballatore” per l’Imperatrice Eugenie.

Poi c’è l’arte del viaggio. In 165 anni di storia, Vuitton ha seguito l’avvento di ogni mezzo di trasporto: automobili, treni, aerei e navi. Le navi a vapore iniziarono ad operare nel 1830, collegando l’Europa alle Americhe. L’invenzione dell’automobile negli anni ‘90 dell’Ottocento, l’avvento delle compagnie aeree commerciali nel Novecento e delle ferrovie nel 1848 accompagnarono il mondo verso nuove abitudini ed esperienze di vita. Ecco allora i bauli da auto in Vuittonite o tela Monogram che portano guardaroba e cappelli legati alla parte superiore o a quella posteriore delle vetture. Poi l’invenzione della borsa Steamer trasformò l’industria creativa del bagaglio a mano: originariamente progettata come borsa aggiuntiva, la Steamer poteva essere piegata e riposta in un vano del baule armadio e contenere tutti i vestiti già indossati fino alla fine del viaggio. La sua dimensione moderna, la leggerezza e la comodità prefiguravano la flessibilità del borsone da viaggio di oggi, il suo successore.

Malle Milano, Louis Vuitton

Infine, i visitatori potranno ammirare la Malle Milano, esemplare unico realizzato per l’Esposizione Internazionale di Arti Decorative e Moderne di Parigi del 1925: una trousse rigida rivestita di pelle nera e foderata in pelle rossa, con accessori in avorio, cristallo intagliato e vermeil, oltre 50 accessori distribuiti su tre ripiani estraibili, nei quali si inseriscono il nécessaire da mani, da barba, l’occorrente per scrivere, gli accessori da toilette e da vestiario quali un calzante da scarpe e un apri-guanti. Il disegno, marcatamente geometrico e spigoloso, ricorda la forma delle guglie del Duomo.

@ foto ufficio stampa Louis Vuitton

Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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