La storia dell’eyeliner. Ecco quale scegliere a seconda dell’occasione

È stata Cleopatra a sfoggiare, per prima, un trucco basato sull’utilizzo dell’eyeliner. Successe ben 4000 anni fa. Da egiziana doc, la regina dell’antico Egitto sceglieva sempre una sottile linea nera allungata verso la fine. La sua fonte di ispirazione era l’occhio del gatto, animale sacro legato alle divinità feline; l’eyeliner, inoltre, serviva a proteggere dal malocchio chi lo indossava.

Pensate che alle donne dei faraoni capitava di cambiare make-up, quindi eyeliner, fino a quattro volte al giorno, in base al luogo in cui dovevano recarsi. A quell’epoca il trucco, infatti, era considerato non solo una forma d’arte, ma anche lo specchio della personalità. È stata la bellissima e raggiante Nefertiti, insieme alle sei figlie, a continuare questa tradizione, arrivata fino ai nostri giorni. Il loro eyeliner si chiamava khol, realizzato con galena, malachite, zolfo e grasso animale.

Nel Rinascimento le donne riprendono l’uso egizio servendosi del bistro organico, la polvere nera ottenuta dalla fuliggine del legno di faggio. Nel Novecento l’exploit: le signore degli anni Venti, Trenta e Sessanta non possono più farne a meno. Marylin Monroe aveva un eyeliner tutto suo, quello a pagoda o da pin-up; le flapper girls, Brigitte Bardot, Audrey Hepburn e Claudia Cardinale erano distinte da un tratto spesso con una codina allungata verso l’alto. Totalmente diverso quello dell’eclettica Twiggy Lawson, sottilissimo per unire il sopra e il sotto dell’occhio e per avere uno sguardo pungente.

Oggi tutte noi amiamo l’eyeliner, perché valorizza la forma degli occhi ed è sinonimo di eleganza e seduzione; allo stesso tempo, c’è chi non è abile a stendere il tratto. Allora seguite i nostri consigli: comprate i nuovi eyeliner in penna, facili da impugnare; per tracciare la linea non tirate la palpebra e partite dal centro dell’occhio, procedendo prima verso l’esterno, poi verso l’interno, facendo meno pressione sul “pennarello”; se vi piace, aggiungete la codina esterna; infine, provate e riprovate, ci vuole esperienza per ottenere un tratto perfetto.

Se siete esperte, invece, potreste provare a realizzarne uno fai da te. Basta prendere un ombretto in polvere, dell’acqua termale e un pennellino triangolare con punta sottile. A questo punto vaporizzate l’acqua sul pennello, prelevate un po’ di ombretto e applicatelo sulla palpebra. Poi, a seconda dell’occasione, scegliete il mood più adatto: se pensate di trascorrere una serata romantica scegliete il felino, ovvero una linea netta che parte sottile dall’angolo interno dell’occhio e si alza verso quello esterno. Se andate a ballare, l’egiziano fa per voi: doppia linea, con un’ondina che scende verso il basso nell’angolo esterno dell’occhio. Per una serata speciale, optate per l’eyeliner spesso su tutta la palpebra superiore.

Infine: non applicate mai l’eyeliner sulla palpebra inferiore se avete gli occhi piccoli; se avete occhi vicini fate un bel tratto rivolto verso l’esterno, se sono distanti verso l’interno.

di Caterina Gildoni

Caterina Gildoni

Umbra di nascita (classe 1991), Caterina si è trasferita a Milano per amore, dopo un breve soggiorno a Londra. Ama la legge – si è laureata in Giurisprudenza a Perugia; ha una passione per la moda; adora scrivere fin dai tempi del liceo. Ma Caterina è anche wedding planner ed è stata un’attenta e severa mistery client. D’altronde nella vita non si finisce mai di imparare! 

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