“Kuwait in fiamme” e altre mostre di fotografia

È densa di appuntamenti fotografici questa seconda metà del 2017: dal deserto in fiamme di Salgado agli scatti introspettivi della gioventù di Nan Goldin, diverse mostre dal taglio storico, reportistico o semplicemente umano, ci regalano spunti inediti e coinvolgenti in cui tuffarsi con lo sguardo.

Dal 21 ottobre al 28 gennaio 2018, Kuwait. Un deserto in fiamme alla Fondazione Forma di Milano riporta alla mente il dramma di uno dei disastri ambientali più tragici dell’ultimo ventennio: l’incendio che i soldati iracheni appiccarono a oltre 600 pozzi di petrolio per ostacolare l’avanzata della coalizione militare guidata dagli statunitensi in Kuwait (1991), durante la Guerra del Golfo e la crisi in Medio Oriente. Il fotografo Sebastião Salgado si trovava lì e, intuendo la gravità del fatto, munito della sua macchina fotografica immortalò il disastro ambientale, seguendo i vigili del fuoco e i tecnici specializzati che erano stati chiamati da tutto il mondo per arginare il pericolo.

kuwait salgadoSempre a Milano, alla Triennale, le fotografie di Nan Goldin sono esposte in The ballad of sexual dependency, un diario visivo e autobiografico che tocca i temi di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia e solitudine. Un progetto che ritrae la stessa fotografa insieme ai suoi compagni negli anni ‘70 e ‘80, tra Boston, New York, Londra e Berlino. “Ha creato un genere”, dicono della Goldin, riconoscendo questo lavoro come uno dei capolavori della storia della fotografia. L’installazione è visitabile fino al 26 novembre e comprende un video che viene proiettato ogni ora.

ballad of sexual dependency triennaleAl PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, fino al 28 gennaio 2018, ancora Salgado si propone con il suo ultimo lavoro, Genesi, ovvero un tentativo di costruire un atlante antropologico del pianeta, grazie a un viaggio durato otto anni nei luoghi più remoti del pianeta. Anche qui, un richiamo all’ambientalismo e un monito affinché queste aree ancora incontaminate vengano preservate: 245 immagini d’eccezione a raccontare la bellezza del nostro mondo.

genesi salgado

Dal 24 ottobre al 13 novembre, invece, si tiene il Trieste Photo Days, festival internazionale della fotografia urbana, arrivato alla sua 4° edizione. Incontri, conferenze, corsi e mostre accompagneranno i visitatori in una rassegna dal sapore cittadino. Il vincitore del contest sarà premiato niente meno che dal noto fotografo Maurizio Galimberti.

Fino al 27 ottobre, la neonata HOP (House of Photography) di Roma ospita la mostra collettiva KM0 – KILOMETRIZERO (L’Ordinario Straordinario), un progetto che tocca il tema dell’evasione, quella di cui ogni essere umano fa esperienza, sia essa dai problemi, dalla quotidianità o anche dalla normalità, vivendo l’oggi nell’attesa di ciò che verrà domani. Il punto di partenza perfetto per l’inaugurazione di questa nuova casa della fotografia, nata dall’impegno del gruppo di fotografi in mostra e da un’idea del fotografo Daniele Cametti Aspri.

House of photographyAlla fondazione MAST di Bologna, invece, fino al 19 novembre, si svolge la terza edizione di Foto/Industria, la prima Biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’industria e del lavoro. In diversi luoghi della città, dall’ex Ospedale degli Innocenti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, si trovano le immagini di Carlo Valsecchi, Alexander Rodchenko, il ceco Josef Koudelka, l’americano Lee Friedlander, il giapponese Yukichi Watabe. Fotografie crude, che ritraggono il mondo del lavoro manuale in maniera profonda e spiazzante. Come quelle di Mimmo Jodice, che con le sue immagini dei bambini al lavoro nelle vie di Napoli, testimonia il suo impegno civile negli anni Settanta.

fotoindustriaInfine, fino al 26 novembre, al museo Bagatti Valsecchi di Milano si tiene la mostra Il tempo ritrovato, ovvero uno spaccato dell’alta borghesia francese a partire dalla Belle Époque, immortalato da Jacques Henri Lartigue. Trentatré immagini, tra vintage e modern print, che narrano la vita dell’alta borghesia tra famiglia, viaggi, la passione per le corse automobilistiche, gli intellettuali e i personaggi, da Pablo Picasso a Jean Cocteau, che hanno segnato la storia dei primi decenni del Novecento.

il tempo ritrovato bagatti valsecchi

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Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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