Gauguin. Racconti dal paradiso: la mostra a Milano e 6 idee viaggio

Sarà visitabile fino al 21 febbraio 2016 Gauguin. Racconti dal paradiso, la mostra al MUDEC di Milano (via Tortona 56) promossa da 24Ore Cultura in collaborazione con la Ny Carlsberg Glyptoteket di Copenaghen, mostra che raccoglie 70 opere dell’artista tra dipinti, sculture e manufatti provenienti da 12 musei e collezioni private. Fra i quadri di maggior interesse e per la prima volta in Italia, spiccano Autoritratto con Cristo Giallo del Musée D’Orsay di Parigi e Mahana no Atua (Giorno di dio) dell’Art Institute di Chicago. L’esposizione ripercorre in cinque sezioni la vita di Gauguin e il suo percorso di distaccamento dall’arte impressionista, per avvicinarsi all’arte figurativa giapponese e alle vetrate gotiche delle basiliche bretoni, da cui adottò la tecnica del cloisonné, che consiste nel contornare con un marcato segno nero i soggetti dei quadri, similmente all’intelaiatura delle vetrate.

Instancabile viaggiatore, Gauguin cercò per tutta la vita di evadere dalla società occidentale e dalle sue regole, alla ricerca di ciò che di autentico e incontaminato c’è nella vita. Primitivismo è, infatti, il termine che viene utilizzato più spesso per riferirsi al carattere artistico del pittore, che sperimentò le tecniche più diverse. Ne è un esempio Pascolo alla Martinica, che Gauguin realizzò utilizzando carta matita, gessetto nero, guazzo, acquerello e pastello contemporaneamente. Il Crocifisso, invece, combina l’iconografia cristiana con i tratti polinesiani, il tutto dipinto su carta giapponese.

Insomma, la mostra vale una visita. Anche perché Gauguin vi porterà in viaggio per il mondo. Dove? Paul nasce a Parigi nel 1848, ma l’anno successivo la sua famiglia si trasferisce in Perù. Saranno forse i ricordi d’infanzia a spingerlo a viaggiare in luoghi lontani, alla ricerca, nell’arte così come nella vita, dell’autenticità e della semplicità. Rientrato in Francia a 17 anni inizia a viaggiare per mare, dapprima come mozzo, poi come cadetto della Marina militare. Dopo il congedo rientra a Parigi, dove frequenta le mostre impressioniste e conosce una giovane danese che diventerà sua moglie e che gli darà cinque figli. Dopo un periodo di discreta prosperità, Gauguin viene licenziato dal suo impiego come agente di cambio, la moglie torna in Danimarca con i figli e da quel momento i loro rapporti saranno solo epistolari. Così l’artista si stabilisce in Bretagna, a Pont-Aven, dove il suo stile inizia a prendere forma e dove fonda una scuola. Della Bretagna dipinge la vita contadina, essenziale e ruvida, ma la nostalgia dei luoghi natii è troppo forte e nel 1887 parte per Panama e la Martinica. Dopo un periodo ad Arles con Van Gogh, nel 1891 decide di vendere tutto e si trasferisce a Tahiti, dove rimarrà per tre anni. Rientrato brevemente in Francia, nel 1895 Gauguin torna in Polinesia, dove muore nel 1903.

Perù. Un gioiello antico, tra Ande e oceano

Il Perù conta ben 12 luoghi patrimonio dell’umanità UNESCO, è popolato da culture preispaniche fin dal 2700 a.C., nonostante gli Inca siano il popolo più conosciuto (1100 d. C.), ed è uno dei fulcri più ricchi della cultura sudamericana. Cusco e Machu Picchu sono le località che tutti conoscono, ma lo sapevate che in Perù si trova la città di fango più grande dell’America precolombiana? Bellissimo il parco nazionale del Manu, dove si contano 4300 varietà di piante e 4000 specie di uccelli; stupefacenti le linee di Nazca, disegni delle pampas che, a 2000 anni di distanza, costituiscono ancora un mistero. Infine qui si trovano il lago Titicaca, l’isola di Taquile, dove i tessitori tramandano la loro arte di generazione in generazione, e la cordigliera delle Ande, la seconda più alta al mondo dopo l’Himalaya.

Bretagna. Natura, leggende e storia

A Pont-Aven Gauguin scopre il fascino delle vetrate gotiche e degli smalti medievali. In effetti, la Bretagna è piena di magnifiche cattedrali e luoghi leggendari. Sapevate, per esempio, che ci sono circa 6000 menhir e più di 1000 dolmen? E che qui c’è una delle maggiori concentrazioni al mondo di Allineamenti di Carnac, una serie di 3000 pietre che si susseguono per ben 1 km? Da vedere anche il Lac de Guerlédan, un lago artificiale che viene prosciugato ogni 10 anni, riportando alla luce il villaggio degli ardoisiers, i cavatori di ardesia. Sempre in Bretagna c’è la foresta di Brocéliande, dove nacque la leggenda di re Artù e dove si troverebbero l’albero in cui la Dama del lago richiuse Merlino, la Valle senza Ritorno, la tomba di Merlino e la Fonte della Giovinezza. Infine, Mont Saint-Michel, erto in mezzo alla baia e fortemente soggetto alle maree. A marzo 2015 si è verificata la marea del secolo, che ha ricoperto interamente la strada che collega la terraferma al monte.

Panama. La “capitale del mondo” secondo Simon Bolivar

Crocevia delle americhe, nella lingua locale Panama significa “abbondanza di pesci”. Ma Panama è anche sinonimo di foreste tropicali, sport acquatici, spiagge caraibiche e di sette culture indigene. Da visitare il Casco Antiguo di Panama City, centro storico e quartiere coloniale patrimonio dell’umanità UNESCO. Bellissimo anche il villaggio El Valle, situato nella vallata del cratere di un vulcano, dove si trova uno dei mercati di artigianato più famosi dell’isola. Boquete è famosa per la coltivazione del caffè e l’arcipelago di Bocas del Toro è sede della United Fruit Company che lo scelse per la coltivazione delle famose banane Chiquita. Se siete curiosi di scoprire il cibo locale, il ceviche è il pesce crudo marinato con succo di lime, chili, erbe aromatiche e cipolla, invece i batidos sono frullati di frutta fresca (papaya, ananas e mango). Per lo snorkeling raccomandiamo Bahia de los Delfines, Cayo Coral, Playa Rana Roja e Punta Hospital. Pensate che dalla cima del vulcano Barù si possono scorgere sia l’Oceano Pacifico che il Mar dei Caraibi!

Martinica. Un’avventura di profumi e colori

La Martinica è una delle Antille francesi affacciata da un lato nel Mar dei Caraibi, dall’altro nell’Oceano Atlantico. Anse Noire, Anse Dufour, Fonds Blancs, Plage des Salines: sono moltissime le spiagge di acqua cristallina circondate dal verde e dai fiori. Se ne trovano tantissime varietà, che aggiungono un altro elemento al fascino esotico della destinazione. Spensierata e affascinante, qui potete ancora incontrare i gommiers, antiche imbarcazioni caraibiche che prendono il nome dal legno di cui sono fatte, l’albero della gomma. Su questa piccola isola si trova anche il vulcano inattivo Pelée, che l’8 maggio 1902 distrusse la città di Saint Pierre (30000 abitanti).

Arles. A portata di macchina 

Questa bella cittadina francese è il punto di partenza ideale per chi vuole visitare la Camargue. Fra i maggiori luoghi d’interesse l’Abbazia di Montmajour, il Museo dell’Antica Arles, costruito sui resti di un circo romano, e la piazza del Foro dove Van Gogh dipinse la famosa Terrazza del Caffè la Sera. La regione della Camargue è perfetta per chi ama la natura e la tranquillità. Conta, infatti, tutte e 9 le specie di aironi (fatto unico in Europa), lunghe spiagge senza ombra di civiltà e il Festival del Riso a metà settembre (il 75% del riso della Francia viene prodotto nella regione).

Tahiti. Acque cristalline, relax e benessere

Tahiti è un paradiso insulare dell’Oceano Pacifico meridionale composto da 118 isole e atolli, divisi in cinque arcipelaghi. Simboli di questo magico angolo di mondo sono il cocco e i fiori di Tiarè. Nella lingua locale, Monoi, Taurumi e Tahua sono sinonimo di benessere: il Monoi è una miscela di noce di cocco e fiori di Tiarè dalle fantastiche proprietà emollienti, ottimo sia per i capelli che per la pelle. Il Taurumi è il tradizionale massaggio polinesiano praticato dai Tahua, esperti guaritori, che consiste nel tracciare delle linee energetiche sul corpo con un effetto altamente rilassante. Tahiti è anche il paradiso dello sport: che vi piaccia lo snorkeling, il golf o l’escursionismo, su queste isole potrete praticarli tutti. E per i più curiosi c’è anche una bella varietà di giochi polinesiani: sollevamento della pietra, corsa con la frutta e arrampicata sull’albero del cocco. Che ne dite?

di Irene Dominioni

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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