Feste, giochi in scatola e tante leccornie

Durante le feste natalizie si riaprono le vecchie scatole dei giochi di società, sempre attuali, divertenti e soprattutto sani. Tabù e Hotel non li batte nessuno; poi c’è Indovina Chi e le carte per giocare a Pinella, Scala 40, Burraco, Bestia (forse esiste solo in Toscana 🙂 ) e così via. Da buoni italiani non potete non accompagnare il tavolo da gioco con uno parallelo con cibi e bevande a volontà. Ecco come imbandirlo…

Bevande

Coca-Cola il “Fiocco Magico”: staccate l’etichetta, tiratela ed ecco il fiocco per #faifelicequalcuno

Naturally Playful / Naturally Kenzo: Evian e la Maison francese hanno creato una bottiglia d’acqua limited ddition 2015. Il mondo misterioso ed eccentrico del regista David Lynch ha influenzato le collezioni uomo donna autunno/inverno 2014 ed è grazie alla stessa ispirazione che il pattern della bottiglia riprende l’idea di un pavimento frammentato. Quando la bottiglia è piena d’acqua l’effetto che si ottiene è quello di una lente di ingrandimento

Grand Marnier, bottiglia natalizia in edizione limitata. Il liquore che unisce la nobiltà del cognac invecchiato in botti di rovere con la succosa arancia citrus bigaradia

 

Cibo

Chupa Chups Minnie Surprise Xmas: in uno scrigno rosso e nero sono racchiusi un lollipop Chupa Chups al gusto di fragola e un pupazzetto di Minnie munito di gancetto per decorare l’albero

Le patatine Lay’s del gruppo PepsiCo sono arrivate in Italia. Le prime cinque referenze disponibili sono: Classiche, Ricetta Campagnola, XTRA gusto Classico, XTRA gusto Barbecue e Lay’s XTRA gusto Sour Cream&Onion

Tre Marie celebra il Buono di Milano: la pasticceria ha iniziato a produrre i suoi dolci dalla fine dell’800 nel cuore di Milano e ancora oggi è sempre nel capoluogo lombardo che viene custodita e prodotta la ricetta originale del Panettone. Le confezioni quest’anno rendono omaggio alla città attraverso decori ispirati ai monumenti simbolo: le guglie frastagliate del Duomo, le linee classiche della Galleria Vittorio Emanuele e le curve armoniose dello stile Liberty milanese. Se dovete sceglierne uno puntate sul Panettone Basso a base di pasta lievitata, burro, uova fresche e uvetta sultanina, pregiati scorzoni di arance siciliane e i cubetti di cedro Diamante. Nell’arte della lievitazione naturale, con tre diversi impasti che lievitano per tre lunghi giorni, e nel prezioso lievito madre, racchiuso nel cuore del forno e protetto con cura in un panno, risiede il segreto che conferisce al Panettone quella speciale morbidezza, una delle qualità più apprezzate di questo dolce. Il graduale raffreddamento a testa in giù ne esalta la fragranza e preserva la struttura soffice e areata. Firma distintiva e tocco finale dei maestri artigiani Tre Marie è il taglio a stella a otto punte, la scarpatura, un antico gesto ricco di significati fatto ancora oggi a mano secondo tradizione.

Tre Marie la Storia. Nel 1150, nel cuore di Milano, i membri della confraternita delle Quattro Marie giravano per le strade della città per aiutare i bisognosi. A ciascuno di loro donavano speciali monete di rame che potevano essere scambiate con pane e farina al loro forno in largo Corsia dei Servi, oggi corso Vittorio Emanuele II. Con il passare del tempo l’immagine della Vergine Maria fu spostata dall’insegna della confraternita a un affresco al centro del forno dove le Marie rimasero in tre. In compenso il pane lievitato si arricchì di frutta, uova e zucchero nello spirito di generosità della confraternita. Fu questo particolare pane ai canditi profumato di burro e con una crosta brunita che entrò a far parte della tradizione festiva milanese: il Panettone. Nel 1896 la pasticceria Tre Marie affacciava con due grandi vetrine lì dove un tempo sorgeva il forno della confraternita, ritrovo di intellettuali, scrittori e amanti del mangiar dolce. All’inizio del Novecento le più rinomate pasticcerie milanesi fra cui Tre Marie si unirono in una cooperativa artigianale che perfezionò la ricetta del panettone, definendo un nuovo livello di eccellenza nella preparazione del dolce milanese. Negli anni Sessanta Tre Marie iniziò a offrire i suoi prodotti anche a pasticcerie che non facevano parte della cooperativa. Proprio in quegli anni la produzione venne organizzata su scala più ampia e il primo stabilimento sorse in zona Lambrate dove la sede di Tre Marie si trova ancora oggi.

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Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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