Faber-Castell: a 200 anni dalla nascita di Lothar, il ritorno della Polygrades

Persino nell’era digitale le matite conservano l’importanza che avevano in passato, sia che si tratti di scrivere a mano piccole note o grandiose opere d’arte. Così, a 200 anni dalla nascita di Lothar von Faber (1817-1896), rappresentante della quarta generazione della famiglia (in seguito, Faber-Castell), ecco l’edizione limitata della leggendaria matita Polygrades.

1899, packaging with view of the factory

Lothar, infatti, ottimizzando il processo produttivo e scoprendo le migliori risorse di materie prime al momento disponibili, permise alle matite, per la prima volta, di essere realizzate in diversi gradi di durezza. Grazie alla combinazione di grafite dalla Siberia e legno di cedro dalla Florida, fu in grado di perfezionare le indelebili Polygrades e poco dopo presentò gli strumenti di scrittura esagonali, decorati con il logo dorato “AW Faber” – prototipo delle matite che oggi ornano le nostre scrivanie.

Polygrades Presentation case

Von Faber istituì una rete di distribuzione con uffici a New York, Londra, Parigi, Vienna e San Pietroburgo. Infine, arrivò in Medio Oriente e in Cina. Intenzionato ad espandere il suo portafoglio di prodotti, integrò le sue matite con la produzione di strumenti da scrittura, artistici e da ufficio di ogni tipo.

Lothar von Faber fu anche un imprenditore pionieristico, che introdusse per i suoi dipendenti una forma di previdenza sociale, molto prima che fosse richiesta per legge. Poi fondò un sistema di assicurazione sanitaria aziendale, la Lebens-versicherungs-Bank, istituì strutture scolastiche e sportive e avanzò pressioni per un’Europa unita: “Auguriamoci che i popoli delle grandi potenze europee possano unirsi sotto un unico modus che sappia assicurare a tutte le nazioni una situazione stabile e sicura” (1879).

La matita Polygrades

Presentata a Parigi nel 1837, la Polygrades di Faber-Castell, nera, setosa e luminosa, in origine aveva una forma squadrata. E non era temperata, perché ai tempi veniva tagliata con un coltello dall’utilizzatore. Inoltre, Lothar von Faber introdusse mine di differenti gradi di durezza: BBBBB e BBBB, extra morbida e nero intenso per sfumature piene, ricche, intense; BBB, nero intenso per sfumature intense; BB, morbida e nera per sfumature intense; B, nera per sfumature classiche; HB, dura e nera per disegno libero; F, durezza intermedia per disegno sottile; H,  moderatamente dura per disegno leggero; HH,  dura per contorni fini; HHH, molto dura per disegno architettonico; HHHH e HHHHH, estremamente dure per disegno su legno.

Per decenni AW Faber ha venduto le ineguagliabili Polygrades, fino al momento in cui sono state sostituite dalla collezione di matite Castell dall’iconico fusto verde. Oggi l’edizione limitata è presentata arrotondata – un piccolo compromesso dovuto ad esigenze di produzione – in un cofanetto che imita l’originale, ovvero decorato con i disegni delle medaglie vinte alle varie esibizioni internazionali, una prima forma di efficace advertising.

Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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