Chanel N°5: Eau Premiere e i 5 segreti del profumo più venduto al mondo

Chanel N°5, il profumo più venduto al mondo dalla fine degli anni ‘20, resiste alle mode e al tempo. Anzi, è avvolto da un’aura sempre più affascinante. Per questo il 5 maggio scorso ho festeggiato la fragranza di Coco e sono andata alla scoperta della femminilità e della seduzione. Ecco per voi il nuovo Eau Premiere e 5 segreti del N°5 che forse vi permetteranno di capire meglio il suo fascino…

La storia

1921. Gabrielle Chanel è regina della moda a Parigi. Prima con i cappelli, poi con gli abiti è riuscita a imporre al mondo la sua concezione dell’eleganza: libertà, semplicità, comfort. Quell’estate, accompagnata dal granduca Dimitri di Russia, cugino dello Zar, Mademoiselle ritrova a Monte Carlo gli amici José Maria Sert, pittore, e sua moglie Misia. Durante una conversazione, nasce l’idea: Chanel lancerà un profumo. Un progetto insolito per quei tempi, quando sarto e profumiere erano due mestieri ben distinti. Ma qui, del Sud della Francia, tra fiori, lusso e opulenza, ha inizio la genesi del N°5. Ernest Beaux, ex profumiere alla corte degli zar, presentato a Mademoiselle dal granduca Dimitri, crea un bouquet sbalorditivo, un inedito concentrato di femminilità, totalmente in rottura con le fragranze dell’epoca.

Che si tratti del 5° campione proposto da Ernest Beaux o che Mademoiselle abbia deciso di mettere il prezioso profumo sotto la protezione del suo numero portafortuna, in correlazione occulta con il Leone, suo segno zodiacale, il 5° dello zodiaco, N°5 è un nome facilmente memorizzabile che non ha bisogno di traduzione per varcare le frontiere. Sobrio come una provetta di laboratorio, con le sue linee essenziali e gli angoli dalle sagome geometriche, il flacone disegnato da Mademoiselle Chanel è un modello di purezza e semplicità.

Durante la Liberazione, a Parigi, si vedono i soldati americani fare pazientemente la fila davanti alla boutique di rue Camion per acquistare quel celebre flacone per la donna della loro vita. Nel 1954, a un giornalista che le domanda cosa indossi per dormire, Marilyn Monroe risponde: “Solo due gocce di Chanel N°5”. Il profumo entra nella leggenda. Dal 1959 il flacone è esposto tra le collezioni permanenti del Museo d’Arte Moderna di New York. Qualche anno dopo è Andy Warhol a immortalarlo in una serie di 9 serigrafie.

La composizione

Nato a Mosca nel 1881 da genitori francesi, a 17 anni Ernest Beaux entra da Rallet, la prima profumeria francese di Russia che fornisce la corte degli zar di profumi, cosmetici e prodotti da toilette. È così che il granduca Dimitri fa conoscenza con il profumiere, già reso celebre dalle sue prime creazioni. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, Ernest Beaux ritorna in Francia per stabilirsi a La Bocca, vicino a Grasse, la culla della profumeria francese. A quel punto incontra Gabrielle Chanel che esprime il suo desiderio: un profumo che non assomigli a nessun altro, che sappia “di buono”, che le assomigli, con sfaccettature multiple e contraddittorie, dagli slanci carnali, leggero e memorabile allo stesso tempo. In sintesi, “un profumo da donna dall’odore di donna”, lussuoso e infinitamente seducente. Ernest Beaux dirà più avanti di aver trovato la sua ispirazione in capo al mondo,  dalla freschezza indescrivibile esalate dai laghi del grande Nord sotto il sole di mezzanotte. Elabora un’architettura senza una nota dominante, ma di una ricchezza floreale sbalorditiva. Non meno di 80 componenti, il cui potere olfattivo è esaltato dalle aldeidi, utilizzate per la prima volta in proporzioni inedite.

Nel 1921 propone diversi campioni a Gabrielle Chanel, che sceglie il 5° al quale fa aggiungere il gelsomino di Grasse, la materia prima più lussuosa. Lo slancio, inebriante, è dominato dall’ylang-ylang delle Comore e dal neroli di Grasse, il cui calore sensuale è allo stesso tempo scomposto e smaterializzato dalle aldeidi. Poi si espande l’incontro tra la rosa di Maggio e il gelsomino di Grasse. Il ricordo vibrante di note boschive (accordo di sandalo) risuona nelle onde di vaniglia e vetiver bourbon.

I professionisti del settore concordano nel dividere i profumi in due ere: prima e dopo il N°5, una fragranza che segna un nuovo corso per la profumeria in cui le materie prime naturali e gli elementi sintetici si mescolano armoniosamente. Nel 1986 Jacques Polge crea l’Eau de Parfum N°5.

Le materie prime

All’origine della formula del N°5 ci sono innanzitutto i fiori. Numerosi, preziosi, provenienti dal mondo intero. Esplode in tutta la sua sensualità non appena si stappa il flacone: è lo slancio dell’ylang-ylang. Un fiore originario delle Filippine i cui lunghi petali ricordano quelli dell’orchidea. A Madagascar e a Mayotte lo si raccoglie tutto l’anno, ma soprattutto in maggio e giugno, quando la fioritura è più copiosa, e in novembre, quando i fiori sono più belli. I fiori sono distillati al vapore acqueo per ottenere gli oli essenziali. Chanel utilizza esclusivamente l’Extra Superiore.

Emozionante, la rosa di Maggio sboccia armoniosamente nel cuore del N°5. La rosa Centifolia originaria di Grasse, l’unico luogo al mondo in cui si coltivavano questi fiori, fiorisce solo una volta all’anno, nel mese di maggio. La si raccoglie al mattino, prima che il sole ne ferisca la fragilità, per trasformarla subito in concreto e poi in assoluto. A causa della scarsa resa, è necessaria 1 tonnellata di fiori per ottenere 1,5 Kg di assoluto. L’eleganza di questo fiore, insostituibile nella composizione del N°5, ha indotto Chanel a coltivare campi di rose in proprio e a produrre i propri concentrati.

Unico e ineguagliabile, il gelsomino di Grasse, associato alla rosa di Maggio e alle aldeidi, è al cuore del segreto della composizione del N°5. Coltivato a Grasse e sui contrafforti dell’Estérel, è il risultato dell’innesto del gelsomino Grandiflorum sul gelsomino officinale. Equilibrato, delicatissimo, la sua nota fiorita assume tonalità differenti secondo l’ambiente circostante e la vibrazione intima della donna che lo indossa.

Una creazione super protetta

La ricerca della perfezione è un valore fondamentale per Chanel. Creatore esclusivo dei profumi della maison, Jacques Polge seleziona e controlla tutti gli ingredienti che caratterizzano la produzione del N°5. I controlli analitici e olfattivi ricorrono alle tecniche più sofisticate: cromatografia, spettrometria, olfattometria. L’ultima verifica è sempre olfattiva, poiché un naso allenato associato alla memoria presenta una sensibilità ineguagliabile.

Poco lontano da Parigi, Chanel possiede un proprio stabilimento di produzione dove la misteriosa formula è ben custodita in una cassaforte. Le operazioni di confezionamento si svolgono sotto l’occhio vigile delle operaie: riempimento dei flaconi, posa del tappo, dell’etichetta, sistemazione degli astucci, incellofanatura delle confezioni… La chiusura a baudruche, gesto ultimo e prezioso ereditato dalla tradizione, è oggi riservato esclusivamente all’estratto del N°5. Consiste nel porre sul collo del flacone una sottile membrana mantenuta da due file di cotone perlato nero, allo scopo di assicurare una confezione perfettamente ermetica e di proteggere il profumo da qualsiasi contatto con l’aria. Successivamente, la posa del sigillo in ceralacca con la doppia C garantisce l’inviolabilità del flacone. L’abilità manuale necessaria alla perfetta realizzazione di queste operazioni si acquisisce solo grazie a mesi di pratica.

Oggi: come indossarlo

Il 5 maggio 2015 Chanel ha presentato Eau Premiere in speciali packaging in edizione limitata. Questa fragranza, rivisitazione dell’iconico N°5, è perfetta in qualsiasi momento della giornata, magari da vaporizzare all’interno del cappotto, sui foulard e dentro la borsetta. Anche Chanel N°5 Eau de Toilette è un profumo casual, ma ideale per chi vuol fare sentire la sua presenza anche agli altri. Per chi ama la famosa scia… L’Eau de Parfum è la fragranza dell’incontro con una persona speciale, da indossare “nei punti dove volete essere baciate”…

Infine non dimenticate l’apposita fragranza da spruzzare sui capelli e la linea corpo per un momento di coccole e per far persistere il profumo nel tempo…

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I was wearing

Shirtaporter coat

Ottaviani bracelet

Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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