Canada Goose, i piumini “cinematografici” per ripararsi dal freddo polare

Le sue giacche sono talmente calde da averlo reso il brand di riferimento per vestire le crew cinematografiche in set dal clima estremamente rigido. E, da quasi sessant’anni, Canada Goose ripara viaggiatori e avventurieri nelle zone più fredde del mondo.

Nato nel 1957 in un piccolo magazzino di Toronto da un’idea di Sam Tick, il brand era prima conosciuto come Metro Sportswear Ltd. e Snow Goose. Con oltre 150 modelli tra parka, giubbotti e gusci in più di 30 combinazioni di colore, oggi il marchio è presente in circa 50 paesi e si contraddistingue per l’utilizzo di quattro diverse miscele di piuma, ciascuna con una componente tra le più pregiate al mondo, le Hutterite. Non solo. Con le sue 13 fasi di produzione, i prodotti sono interamente made in Canada: una promessa fatta dal ceo Dani Reiss nel 1990, che oggi impiega il 6% dei lavoratori del settore “taglio e cucito” dell’industria canadese.

Il primo prodotto che contribuì alla notorietà di Canada Goose fu il parka Big Red, creato nel 1980 per rispondere alle necessità degli scienziati della Mc Murdo Station in Antartide. Memorabili anche lo Snow Mantra, la “giacca più calda sulla Terra”, testata fino a -70 gradi e con un peso di 3,4 kg; il Timber Shell, che ha sorvolato il mondo insieme alla pilota Amelia Earhart Rose, la donna più giovane a circumnavigare il globo su un aereo monomotore; e la collezione PBI (Polar Bears International), pensata per la salvaguardia dell’habitat degli orsi polari.

In campo cinematografico, le prime apparizioni di Canada Goose risalgono al 2004, con The Day After Tomorrow e National Treasure. Ma troviamo il brand anche in X-Men II (il parka Mystique deve il suo nome al personaggio di Rebecca Romijn, che sul set chiese di indossare una giacca eccezionalmente calda), Spectre, Game of Thrones e World War Z, oltre a serie tv come Big Bang Theory, Madam Secretary, Fargo e Gotham.

Come già accennato, Canada Goose è, da sempre, anche al fianco di sportivi ed esploratori: nel 1982 vestì Laurie Skreslet, il primo canadese a scalare il monte Everest, con una giacca su misura che oggi è commercializzata con il nome di Skreslet Parka. Poi contribuì alle quattro vittorie di Lance Mackey nelle prestigiose gare di sled dog di Iditarod e di Yukon, così come all’entrata nel Guinness dei primati di Ray Zahab, che attraversò il Polo Nord a piedi in 33 giorni, 23 ore e 55 minuti, record tutt’oggi imbattuto. Record imbattuti anche da Canada Goose, possiamo dire. Merito di ricerca e innovazione: il marchio è, infatti, riuscito anche a confezionare 11 diversi tessuti versatili, tecnici e affidabili, tra cui il Tri-Durance HSTM, impermeabile, antivento e traspirante, e il Gosling Graduate, la prima soluzione che consente l’allungamento sia delle maniche sia dei pantaloni.

Provare per credere? Noi lo abbiamo fatto pochi giorni fa, in occasione dell’evento Out There Cinema sulla terrazza della Rinascente di Milano: indossando un modello Canada Goose, ci siamo goduti, al caldo, la proiezione di un film all’aperto, Grand Budapest Hotel. E a proposito di pellicole: date un’occhiata al cortometraggio Out There, diretto dal premio Oscar canadese Paul Haggis, che celebra l’ormai decennale collaborazione tra Canada Goose e il mondo del cinema.

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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