Birkenstock, la storia

Questi sandali non si venderanno mai”, dicevano. Eppure, da oltre 230 anni in Germania, dove è nata, e da 50 in Italia, Birkenstock è sinonimo di qualità assoluta in ambito calzaturiero. Oggi, l’azienda si contraddistingue per produzione sostenibile, avanzate tecnologie e per un’alta percentuale di lavorazione manuale. Qual è il segreto di tanto successo? Una tradizione che viene tramandata da sei generazioni e un’intuizione in ambito ortopedico che ha cambiato il modo di vedere (e indossare) le scarpe.

Una storia antica

E’ il 1774 quando Johann Adam Birkenstock si registra come calzolaio nel registro ecclesiastico della città di Langen-Bergheim, in Assia. Ma è più di un secolo dopo, nel 1896, che il suo discendente Konrad Birkenstock inizia a commercializzare un prodotto che oggi noi consideriamo la normalità in tema di scarpe: le solette flessibili. Il successo di questa idea rivoluzionaria porta Konrad a viaggiare e a tenere conferenze specialistiche. I clienti si moltiplicano e Konrad acquista uno stabilimento a Friedberg, dove impiega lavoratori giorno e notte per produrre il plantare Blaues Fussbettche ricalca l’impronta di un piede nella sabbia.

Nel giro di pochi anni il sistema Karl Birkenstock, dal nome di un ulteriore successore, prende piede e l’expertise del metodo viene pubblicata in un libro sull’ortopedia del piede, dove viene avanzata l’idea della “camminata naturale”. Nel 1947 il libro è il più venduto su questo tema e rinomati medici in Germania promuovono il sistema.

Il primo sandalo con plantare flessibile si chiama Madrid e viene introdotto nel 1963. Dieci anni dopo, è una macchina a modellare la forma in produzione continua, consentendo di personalizzare a piacimento la calzata di ciascun modello. Già dal 1988 Birkenstock si distingue per il suo impegno ambientale, introducendo colle ecologiche nella produzione. E, appena due anni dopo, l’azienda arriva a ridurre il suo consumo energetico di oltre il 90% in fase di produzione.

La società oggi

Birkenstock continua a crescere, diventando, nel 2013, un complesso industriale guidato per la prima volta da membri esterni alla famiglia. Oggi l’azienda produce, oltre ai sandali che l’hanno resa famosa, scarpe di tutti i tipi, dai mocassini alle ballerine, poi calze, borse e zaini. Non solo. Birkenstock ha anche lanciato una linea di prodotti natural care per la pelle, tutti all’insegna di ingredienti naturali e persino vegan. I flaconi con sistema di ricarica intelligente e fondo di sughero contribuiscono al benessere del pianeta (l’estrazione avviene dalla corteccia che poi si riforma, senza dover abbattere alcun albero) e della pelle, grazie all’elasticità che la sostanza suberina conferisce.

Insomma, per arrivare lontano, iniziate a camminare comodi

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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