Bertazzoni, 135 anni di cucine italiane

Quando, alla fine del XIX secolo, Francesco Bertazzoni vide le cucine a legna (evoluzioni delle classiche stufe) arrivare, sferragliando sui convogli della linea ferroviaria che collegava l’Emilia ai centri industriali del Nord Italia, ebbe un’illuminazione. Da ingegnere di bilance di precisione di Guastalla, un paesino al confine con la Lombardia, ne intuì l’innovazione e decise di iniziare a produrle in prima persona. Nel 1882, insieme al figlio Antonio, pose le basi dell’azienda che porta il suo nome e che oggi è tra le più rinomate e apprezzate nel panorama casalingo. Quest’anno Bertazzoni festeggia il suo 135esimo anniversario, vantando una produzione di 200mila pezzi l’anno ed esportazioni in più di 60 paesi. Ecco, allora, la storia di un’altra famiglia pioniera dell’imprenditoria italiana, da sei generazioni presenza costante nelle cucine degli italiani.

Gli albori

Un’azienda come Bertazzoni non sarebbe potuta nascere in nessun altro luogo. L’Emilia Romagna, famosa nel mondo per la sua tradizione gastronomica, tra vini, formaggi e salumi, è stata infatti la culla perfetta per lo sviluppo dell’expertise dell’azienda, fatta di precisione ingegneristica e attenzione per ogni dettaglio. La prima fabbrica a Guastalla, dove ancora ha sede il quartier generale, risale al 1909, anno d’avvento di uno dei primi marchi registrati a livello industriale in Italia, seguito, nel 1923, dal nuovo nome La Germania, segno dello stretto rapporto con la fama dell’ingegneria tedesca nel nord Italia. Per cinquant’anni, la punta di diamante dell’azienda fu la produzione di cucine economiche a legna, che la portò a distinguersi in tutto il paese per la qualità e l’affidabilità dei suoi impianti. Nel periodo tra le due guerre Napoleone, un nipote del fondatore, ispirandosi all’industria automobilistica introdusse in azienda il meccanismo di produzione in serie, che ottimizzava il lavoro, portando lo sviluppo aziendale a livelli inediti. Bertazzoni fu anche tra le prime a introdurre i fornelli a gas nel 1953, una novità che rivoluzionò completamente i modi e i tempi di cottura dei cibi, cui si aggiunse il forno, a completamento dell’opera d’arte domestica.

L’evoluzione

Negli anni ‘60 e ‘70, invece, la grande novità fu costituita dall’arrivo dell’elettricità: la cucina non era più solo il luogo dove preparare cibi, ma anche quello dove ascoltare la radio, lavorare e socializzare. Furono introdotti i surgelati e in televisione si vide il primo uomo sulla luna. La parola “elettrodomestico” venne ufficialmente inserita nel dizionario e Bertazzoni introdusse il forno elettrico e la cottura ventilata, che consentiva di cuocere diversi piatti contemporaneamente, sfruttando i diversi livelli del forno.

L’espansione in Europa e, durante gli anni Duemila, negli Stati Uniti, ha contribuito a consolidare il successo e la solidità dell’azienda. Le prestazioni e la bellezza degli elementi sono stati talmente fondamentali da consacrare la cucina Bertazzoni come “la Ferrari degli elettrodomestici”. Ancora oggi, l’orgoglio dell’azienda è quello di portare anche ai semplici appassionati uno strumento da professionisti: tra le linee Professional, Design, Master e Heritage, il marchio annovera avanguardistici forni elettrici multifunzione, a microonde o a vapore, e piani cottura in vetroceramica, a irraggiamento e a induzione. Tutte le serie sono caratterizzate da colorazioni lucide o opache, volte a valorizzare al meglio l’ambiente casalingo con il loro stile elegante e sobrio (segno di una cucina che è sempre più “a vista” e parte integrante dell’arredo), insieme a un gran numero di accessori, come cappe, frigoriferi e macchine da caffè.

Il futuro? Le nuove tecnologie stanno rendendo gli elettrodomestici sempre più “intelligenti”, portando quindi a rivolgere l’attenzione al risparmio e all’efficienza energetica, ma anche a ciò che si mangia e a come lo si prepara. In una cucina sempre più caratterizzata dalla sperimentazione e dalla creatività, però, una cosa è certa: “Finché esisterà il piacere di cucinare, il cuore di una casa resterà sempre la cucina”, come dice il bel video che Bertazzoni ha dedicato alla storia della cucina, disegnato dalla sapiente mano di Michele Tranquillini. Godetevelo mentre pensate a quale sarà la vostra prossima ricetta!

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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