Aspirapolvere Folletto: storia di un successo dal colore bianco e verde

Su Moda a Colazione lo diciamo spesso, il successo di un marchio è legato sì alla capacità di innovarsi, ma anche alla fedeltà verso la tradizione. Se c’è un’azienda che ha saputo portare avanti questa filosofia, potendo raccontare una storia come poche, questa è la Vorwerk, creatrice del mitico Folletto, l’inconfondibile scopa elettrica bianca e verde. Un’invenzione diventata vera e propria icona della pulizia casalinga e un esempio cui guardare per sviluppare soluzioni che semplifichino la vita delle persone.

La storia

Prima dell’arrivo degli elettrodomestici, la pulizia della casa era un giogo non indifferente. Fu sotto la spinta degli Stati Uniti che gli aspirapolvere iniziarono a diffondersi negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale. Il famoso Folletto entrò in scena negli anni Trenta per mano dei fratelli Carl e Adolf Vorwerk, che fondarono l’omonima azienda in Germania nel 1883, specializzandosi in macchinari per la costruzione di telai necessari alla produzione di tappeti. Fu grazie alla lungimiranza di August Mittelsten Scheid, genero di Carl, se l’azienda crebbe a tal punto da fabbricare molti altri pezzi meccanici come gli assi e le trasmissioni per automobili, e gli organi motore per grammofoni. Proprio questi ultimi, insieme alla produzione degli apparecchi radio, furono cruciali per arrivare al Folletto.

Fu, infatti, uno degli ingegneri dell’azienda a intuire che, aggiungendo delle minuscole manovelle all’interno del motore di un grammofono, si poteva dare vita a un piccolo, ma potente, motore per scopa elettrica. La sorpresa per la scoperta fu tale che una segretaria, vedendo il motore in azione, esclamò: “Ma questo è un piccolo Kobold (un folletto appunto, ndr)!”. 

Fu così che, il 25 maggio 1930, la Vorwerk & Co brevettò il primo aspirapolvere a mano azionato elettricamente. Le vendite iniziali, però, non furono floride. Ai tempi in cui si pensava che la potenza aspirante derivasse solo dalle dimensioni del macchinario, il Folletto non dava l’impressione di offrire grandi prestazioni. Inutile dire che, nel giro di poco, tutti si sarebbero ricreduti. Grazie all’introduzione, sempre d’ispirazione statunitense, della vendita porta a porta del prodotto, infatti, la clientela iniziò a convincersi della validità del Folletto.

Nel 1938 venne aperta la divisione italiana, la Vorwerk Folletto, e l’anno successivo alla Fiera di Milano si toccarono vendite record di oltre 100 apparecchi (che per l’epoca erano numeri da capogiro). Per tutti gli anni a seguire, nella fabbrica tedesca si continuò a perfezionare la produzione, aggiungendo in dotazione all’aspirapolvere anche una serie di accessori che segnarono l’inizio della caratteristica di base del Folletto: la multifunzionalità. Il passo per il lancio della versione VK115 fu breve: il Folletto poteva essere utilizzato per pulire tappeti, passatoie, mobili, decorazioni, quadri, vestiti, scaffali, vetrine, scale e automobili. Un vero e proprio apparecchio universale che segnava vendite di cinquemila pezzi al mese.

Un ulteriore punto di svolta si ebbe con l’invenzione della lucidatrice a tre dischi, grazie alla quale il Folletto diventò sinonimo di cultura della casa pulita. Con 100.000 apparecchi venduti all’anno, che sarebbero arrivati al record di 890.000 unità nel 1992, il Folletto diventò l’aspirapolvere più diffuso nelle case degli italiani. Fino ad oggi: secondo un recente sondaggio, una famiglia italiana su tre possiede un aspirapolvere Vorwerk. A fronte delle sfide della pulizia automatica e dell’ingegneria robotica, la Vorwerk sta infatti continuando a rinnovare la sua offerta di prodotti versatili e multifunzione, ma il Folletto rimane il suo prodotto di punta. Forte di un basso consumo energetico e una grande efficienza, si adatta ad ogni tipo di esigenza ed è ideale per chi soffre di allergie, contribuendo all’igiene della casa in maniera completa.

Curiosità

  • Fedeli alla tradizione: anche dopo 130 anni di attività, la Vorwerk è ancora un’azienda a conduzione familiare e la vendita continua a essere basata, per oltre il 90%, sulla vendita porta a porta.
  • Contrariamente al resto degli elettrodomestici contemporanei con un ciclo di vita ridotto, il Folletto è il più irriducibile, con una media di vita di trent’anni.
  • Malgrado abbia sedi a Parigi e Shanghai, il cuore dell’azienda non si è mai spostato da Wuppertal, dove è nata. Proprio nella sede centrale è presente un museo che ne ripercorre la storia.
  • Pur trattandosi di un’azienda tedesca, il primato di vendite del Folletto è proprio in Italia. Questione culturale? Sarà. Quel che è certo è che si tratta di un sodalizio che non sembra destinato ad esaurirsi presto.
Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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