Arte e natura: i parchi di Land Art in Europa

Un’arte fatta di legno, pietra, vento, sole e pioggia: si chiama Land Art ed è nata alla fine degli anni ‘60 negli Stati Uniti come movimento di protesta contro il crescente consumismo dell’epoca. Un’arte che mette al centro l’ambiente piuttosto che l’uomo, prendendone in prestito gli elementi naturali e dando vita a opere che, spesso, sono destinate a dissolversi con esso, poiché esposte alle intemperie e all’azione del tempo. Il messaggio veicolato è quello della sostenibilità, dell’incontro con la natura e del ruolo secondario dell’uomo rispetto all’ambiente che lo circonda: un insegnamento che, oggi più che mai, rimane valido. Ecco i parchi dove poter ammirare questa forma d’arte in giro per l’Europa.

Arte Sella, Trento

Nato nel 1986 per mano di un gruppo di amici intenti a immaginare un sodalizio tra arte contemporanea e natura, Arte Sella riunisce da ormai trent’anni importanti artisti convinti del potenziale artistico della natura, da Nils-Udo a Chris Drury, Patrick Dougherty e Michelangelo Pistoletto, per citarne alcuni. Le opere proposte, numerosissime, si scoprono in tre percorsi: ArteNatura, l’area di Malga Costa e Villa Strobele. La più significativa, però, è la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri, che dal 2001 viene ospitata a Malga Costa: un’imponente opera delle dimensioni di una vera cattedrale gotica, dotata di navate, colonne e altezze, su una superficie di 1220 metri quadrati. I ramoscelli con cui è costruita verranno sorretti dalle colonne per vent’anni finché, una volta diventati alberi, le soppianteranno, trasformandola in una vera e propria opera naturale.

Opera Bosco, Viterbo

E’ un museo progettato dall’artista belga Anne Demijttenaere e Costantino Morosin, insieme ad altri undici artisti, all’interno del Bosco di Calcata, in provincia di Viterbo. Qui le opere hanno la caratteristica di essere state tutte realizzate con elementi autoctoni e sono immerse in un paesaggio variegato, fatto di avvallamenti, grotte, radure e sorgenti, con il quale si fondono con il passare del tempo.

opera boscoLand Art Museum, Wånas, Svezia

Lungo i sentieri della plurisecolare foresta di Wånas Konst s’incontrano la Piramide di Gunilla Bandolin, ormai rivestita di erba; il cinghiale 3D di Hannelie Coetzee; la Dining Room di legno tra i larici di Melissa Martin. E poi, dal nulla, ecco alzarsi dalle querce l’invocazione alla madre (“qualcuno” dice proprio “mamma”, in italiano. Natura?) di Marianne Lindberg De Geer.

Attivo dal 1987, il Land Art Museum di Wanås è un importante centro di arte contemporanea, destinato sia agli esperti che ai principianti, grazie a una serie di programmi formativi. Inoltre, l’impegno per la sostenibilità ha fatto sì che da diversi anni l’associazione sia attiva sul territorio per lo sviluppo e il mantenimento delle aree rurali, al servizio della comunità locale. L’area comprende anche un bellissimo castello e una delle più grandi produzioni organiche di latte del nord Europa.

Museum Gassendi and Art Center, Digne-les-Bains, Francia

Da vent’anni a questa parte il CAIRN (Museum Gassendi and Art Center) opera su una gigantesca area di 200mila ettari all’interno della riserva naturale dell’Alta Provenza. Le opere installate, sparse su tutta la superficie, sono legate all’ambiente che le ospita, invitando i visitatori a ritrovare la propria dimensione naturale attraverso il cammino. L’intera area, infatti, è esplorabile soltanto a piedi e per raggiungere ciascuna scultura bisogna percorrere diversi chilometri. D’altra parte fu proprio Pierre Gassendi, abate e scienziato, abitante di queste zone nel ‘600, a replicare alla nota massima del filosofo Cartesio con una nuova citazione: “Cammino, dunque sono”.

Fondazione Springhornhof, Neuenkirchen, Germania

La Fondazione Springhornhof è l’organizzazione che in Germania si occupa di promuovere uno dei più grandi progetti di arte all’aperto in Europa. Con sede a Neuenkirchen, nel nord del paese, supporta l’incontro degli artisti con la natura e la vita rurale attraverso una fitta agenda, tra mostre, progetti ed eventi, sia all’interno dei suoi edifici che nelle campagne circostanti, dove si trova anche un parco destinato alle sculture cosiddette “indesiderabili”.

Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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