Alla ricerca del sale: dalla Sicilia all’India, tutte le mete di viaggio

In cucina, il sale va usato con moderazione. Ma sono altrettanto note le sue proprietà benefiche: svolge un’azione antibatterica, antinfiammatoria e rilassante, e aiuta a liberare i liquidi in eccesso (è, infatti, l’ingrediente star di molte creme anti-cellulite). Al mondo ne esistono diversi tipi, per qualità, performance e usi. Non solo: la scoperta dei luoghi da cui provengono può essere occasione di approfondimento e conoscenza. Dal sale rosa dell’Himalaya a quello nero hawaiano, ecco come combinare ricette e destinazioni di viaggio.

Sale di Guérande

Guérande saline
Le saline di Guérande

Scuro, dal marcato retrogusto di salsedine. Il colore grigio è dovuto all’argilla che ne permette la cristallizzazione e offre un elevato apporto di oligoelementi essenziali, come magnesio, potassio e ferro. In più, il ridotto contenuto di sodio, lo rende adatto a chi soffre di pressione alta. E’ ideale per esaltare il sapore del pesce.

Da dove viene questo sale? Siamo in Francia, in Bretagna, accanto all’estuario della Loira. Guérande è una cittadella medievale fortificata, le cui possenti mura sono ancora perfettamente conservate. Proprio l’estrazione del sale l’ha resa storicamente la città più importante della regione. E trovarlo non sarà difficile: sono molti i negozi che lo vendono, insieme al caramello al burro salato, una prelibatezza locale. Dunque, esplorate le viuzze del paese fino alla collegiale di Saint Aubin e fate un giro alle saline.

Sale marino integrale di Cervia

saline cervia
Le saline di Cervia

E’ ricco di oligoelementi, perfetto per esaltare il pesce in crosta, e la sua tonalità rosa deriva dalla presenza dell’alga dunaliella nei bacini di raccolta, un’alga ricca di licopene (uno dei più potenti antiossidanti naturali, lo stesso che colora di rosso i pomodori) e betacarotene (fonte di vitamina A). Inoltre, il sale di Cervia è integrale, cioè non viene sottoposto al processo di raffinatura, che di solito accomuna la maggior parte dei sali marini. È, poi, definito dolce, vista la ridotta presenza di sostanze amare come i solfati di magnesio, di calcio, di potassio e il cloruro di magnesio.

Come accennato, per andare alla scoperta della produzione del sale di Cervia, basta visitare il Parco Naturale Salina, vicino Ravenna, la più a nord d’Italia, con un’estensione di 827 ettari. E’ la porta sud del Parco del Delta del Po e da sempre riserva ricca di numerose specie animali e vegetali.

Sale Black Lava Hawaii

sale Black Lava Hawaii

Il sale nero delle Hawaii, conosciuto anche come Black Lava per la sua origine lavica, deve il colore alla miscelazione di sale marino, carbone vegetale e cenere lavica. In particolare il carbone vegetale, estratto dalla lavorazione delle noci di cocco, è utile per il buon funzionamento dell’intestino e per l’abbassamento dei livelli di colesterolo. Questa miscela ha un sapore lievemente amaro e un profumo quasi affumicato, ed è perfetta per le ricette a base di pollo, ma anche per decorare ogni genere di piatto.

Hawaii

Questo sale è originario dell’isola meno turistica delle Hawaii, quella di Molokai, chiamata anche friendly isle per la calda accoglienza che i suoi abitanti riservano ai visitatori. Una terra dove la natura è rimasta regina, tra acque cristalline e cieli azzurri, spiagge bianche e foreste tropicali. Cosa vedere? L’antica valle di Halawa, la zona delle Hawaii abitata da più tempo, e la penisola di Kalaupapa, parco storico nazionale.

Sale marino rosso hawaiano

Alea salt hawaii

Originario sempre delle Hawaii – anche se la maggior parte di quello in commercio viene prodotto in California, questo sale è rosso per la presenza di argilla rossa vulcanica (la Alaea), composta da più di 80 minerali e ricca di ossido di ferro, che migliora le difese immunitarie. Il retrogusto ferroso lo rende ideale per preparare carni rosse alla brace.

Dove comprare l’originale? Ovviamente nell’arcipelago, andando da una spiaggia all’altra, da Waikiki a Kaanapali, una distesa di sabbia bianca lunga tre miglia, fino a Hapuna Beach, rilassante e sportiva (snorkeling, bodyboarding, eccetera).

Sale marino affumicato danese

Laeso salt
Læsø Saltsyderi

Diffuso in tutta la Scandinavia per preparare carni alla brace, questo sale si presenta in piccoli cristalli color albicoccaLa tradizione dell’affumicatura unita alla lavorazione è dovuta al fatto che, anticamente, gli inverni rigidi e i pochi cibi a disposizione imponevano la necessità di conservarli a lungo. In particolare, il sale affumicato è ottenuto seguendo gli insegnamenti dei vichinghi, attraverso la combustione di legni di quercia, ginepro, faggio, olmo rosso e ciliegio. E la lavorazione, eseguita interamente a mano, dura oltre 90 ore.

Consigli di viaggio? L’isola di Laesø è una distesa ondulata di sabbia e brughiere, grande solo 114 chilometri quadrati, di cui due terzi riserva naturale. Chiamata anche l’isola del vento, l’antica salina si trova a sud di Byrum. Qui il sale viene prodotto fin dal Medioevo e i trattamenti a base dell’ingrediente sono molto diffusi (uno dei centri benessere più suggestivi si trova nella vecchia torre della chiesa di Vesterø). Un’altra curiosità? A Laesø si celebra uno dei più rinomati Festival degli Scampi d’Europa.

Sale affumicato di Udine

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Piazza Libertà, Udine

Udine ha un fascino veneziano: da piazza Libertà, nota per essere una delle più belle piazze del nord Italia, a piazza Matteotti, circondata da portici, rappresenta una meta ideale per chi ha voglia di scoprire una città d’arte, ma senza l’affollamento dei turisti. Dal castello, in cima alla collina, si gode di una vista a 360°, mentre le opere di Giambattista Tiepolo, originario del posto, troneggiano alle Gallerie del Tiepolo, nel Museo Diocesano, in Duomo e nella Chiesa della Purità. Cosa comprare? Una varietà di sale affumicato qui prodotto, ottimo per le zuppe e la pasta alla carbonara

Sale indiano Kala Namak

sale himalaya
Sale rosa himalayano

Chiamato anche Sanchal, è un sale alimentare fossile originario dell’India centrale, in particolare della regione dell’Himalaya. Si contraddistingue per un aspetto e un colore molto particolari: di consistenza morbida e dai grani molto fini, le sue sfumature variano dal rosa intenso al viola. Mentre l’odore ricorda il profumo dell’uovo, perché contiene zolfo. Provatelo per le ricette vegane, le fritture e le macedonie di frutta

Per visitare l’Himalaya indiano, dirigetevi nella regione del Garwhal, terra antica e meta di pellegrinaggio, visto che ospita alcuni tra i fiumi più sacri dell’induismo, a partire dal Gange, e templi importanti, Yamunotri, Gangotri, Kedarnath e Badrinath. Inoltre, siamo al confine con il Tibet, una zona di trekking.

Sale di Trapani

saline trapani
Le saline di Trapani

Per tutte le ricette e ricco di potassio e magnesio, il sale trapanese proviene dalla costa fra Trapani, Paceco e Marsala, sulla punta più occidentale della Sicilia. Un panorama ricco di acqua, mulini a vento e piramidi di sale che risalgono all’era dei Fenici, nel VIII secolo a.C.

Trapani è estremamente affascinante. Nota come la città delle cento chiese, tra gli edifici barocchi e le cattedrali del centro storico, meritano una visita soprattutto la chiesa di San Lorenzo, il Museo del Sale, la Torretta Pepoli e il borgo di Bonagia. Senza dimenticare le spiagge: da quella di Porta Ossuna, Paradiso e Rombo, fino al litorale dell’ex mercato del pesce, con il mare più bello di tutta la Sicilia. Se avete più giorni a disposizione, programmate un’escursione a Erice e una visita a Favignana, a San Vito lo Capo e alla Riserva dello Zingaro.

DYI sale
Sale aromatizzato

Insomma, il sale può portarvi davvero lontano, in termini di destinazioni e sapori. E se volete trovare nuovi modi di insaporire i cibi, ad esempio provate ad aromatizzare il sale in una delle sue diverse varianti: al limone, al mandarino, al rosmarino, alla lavanda o al peperoncino. Così ogni piatto si riempirà di sfumature. 

 

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Irene Dominioni

Cresciuta nella foresta di libri della sua casa milanese, Irene ha inseguito la passione per il giornalismo in Danimarca e in Olanda, grazie al master Erasmus Mundus Journalism, Media and Globalisation. Di nuovo a Milano, oggi collabora con pubblicazioni internazionali come Pandeia.eu e Orange Magazine, e si occupa di comunicazione, social media e organizzazione di eventi. Su Moda a Colazione scrive di cultura e viaggi.

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